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Situato ai margini esterni della Brianza, in provincia di Como, il comune di Bregnano, il cui territorio si estende con un'altitudine media di 290 metri sul livello del mare, confina a nord con Cadorago, a est con Cermenate, a sud con Lazzate e Rovellasca, ad ovest con Lomazzo.
Il paese è distribuito in tre diversi nuclei abitativi, le frazioni di San Michele, San Giorgio e la più decentrata Puginate, contemporaneo sviluppo degli antichi insediamenti sorti sulle alture di un anfiteatro morenico risalente alla prima grande glaciazione del quaternario.
Alla formazione morenica si alternano depressioni in passato occupate da laghi o paludi: una di queste, il laghetto Rosorè, esiste ancor oggi mentre altre due figuravano ancora nel mappale del 1858.
Il toponimo
è attestato ufficialmente pe la prima volta in un atto di donazione alla chiesa di S. Ambrogio di Milano datato 781, mentre in un analogo documento dell'809 appare il termine
, ripetuto in un testamento dell'850.
L'etimologia è tuttora controversa, ma secondo lo storico Dante Olivieri potrebbe derivare dal nome gallo-romano
attestato in Lombardia su lapide romane, mentre altre fonti citano .
Circa settecento anni prima dell'era cristiana, in un'epoca intermedia tra l'età del bronzo e quella del ferro, su questo territorio era insediata una comunità dedita alla lavorazione del metallo i cui manufatti sono stati ritrovati nella zona.
Alcuni sepolcri risalenti ai secoli I a.C. e I d.C. rinvenuti nella limitrofa Cermenate testimoniano la successiva presenza di nuclei romani nella zona che lasciarono traccia del loro passaggio anche linguisticamente nel tipico suffisso latino <-anus> del nome del paese.
Dopo la caduta dell'Impero, a partire dal 586 e per due secoli furono i Longobardi a occupare il territorio ed è legato probabilmente a queste popolazioni nordiche il culto per i santi Giorgio e Michele ai quali sono intitolate ancora oggi due chiese parrocchiali.
L'amministrazione carolingia divise le terre in contee delle quali Milano fu in Italia la più importante. A partire da questo periodo Bregnano diventò feudo degli arcivescovi milanesi passando poi in mani laiche per donazioni.
Forse prima del mille fu fondato un castello-roccaforte in posizione dominante sulla principale via di attraversamento del borgo, dimora dei Carcano, nobile famiglia di origine longobarda i cui membri si sono messi in luce, attraverso i secoli, in vari campi. Tra questi il Beato Fra Michele Carcano, discepolo di San Bernardino da Siena. Oggi, la massiccia mole del castello domina ancora il panorama del paese, ma risulta irriconoscibile essendo stata trasformata e destinata ad attività produttiva di tipo industriale. Al castello era aggregata la chiesetta di San Pantaleone, di origine di poco posteriore e sede per lungo tempo di una prepositura e di quattro canonicati, soppressa nel 1797 sotto la dominazione francese, ma aperta al culto fino al 1850, dopo essere stata acquisita dal conte Lucini Passalacqua.
Verso la fine del sec.XI, dopo una serie di guerre fratricide, l’imperatore germanico Federico I Barbarossa confermò al vescovo comasco Ardizzone Castelli il possesso di alcune pievi tra cui Bregnano, posto su una via di passaggio strategica dai passi alpini alla pianura meridionale e oggetto di una lunghissima contesa con Milano. In queste battaglie si distinse Alberigo Carcano, uno dei capostipite della illustre famiglia bregnanese. Dopo le lotte traC comaschi e Milanesi la zona, come tutta la Lombardia, passò sotto il dominio dei Visconti. Nel XVII secolo esistevano ben 5 chiese: la Parrocchiale di San Michele, San Giorgio, San Rocco, San Pantaleone e quella dei SS. Ippolito e Cassiano a Puginate. Solo nel 1860, un decreto vescovile pose termine all’annosa rivalità tra i diversi centri religiosi permettendo l’erezione a Parrocchia anche di San Giorgio e la costituzione di una terza parrocchia dedicata ai SS. Ippolito e Cassiano a Puginate.
Zona a carattere prevalentemente residenziale, Puginate conserva tracce inequivocabili del suo passato strettamente agricolo, soprattutto nelle numerose corti, alcune delle quali risalenti al XVIII secolo (Cascine Ros, Bertoch, Bertuchitt) e a San Giorgio ( Cortile Masini).
Il paese è, oggi, reso vitale da numerose attività artigianali e di piccola industria che hanno favorito il suo sviluppo lungo le principali direttrici di comunicazioni che lo attraversano saldando in un unico nucleo le tre diverse frazioni, ma l’identità culturale e storica bregnanese, essenzialmente contadina è conservata nel recupero e nella valorizzazione dei tre piccoli centri storici.
Tra le frazioni di San Michele e Puginate, in posizione tranquilla nel verde della campagna nei pressi della Cascina Menegardo, ha sede un piccolo museo agricolo, unico in Italia, interamente dedicato alle api, al loro allevamento e alla produzione del miele. Qui è possibile osservare una collezione di più di duemila pezzi pazientemente raccolti in mezzo secolo.
E’ compreso nell’area protetta del parco anche il piccolo laghetto Rosoré, gestito dall’associazione sportiva bregnanese (per informazione Tel. 031 770376) e aperto al pubblico sabato e domenica. Tra le specie ittiche presenti ci sono: alborella, carassio, tinca, carpa regina, carpa specchio, carpa erbivora (amur) per il controllo delle alghe, pesce gatto, persico sole, persico trota. Nel periodo invernale sono presenti anche trote e salmerini. Con un po’ di fortuna si possono osservare l’airone cenerino, germani reali e il martin pescatore.
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